Francesco Paolo Frontini (Catania, 6 agosto 1860 – Catania, 26 luglio 1939) è stato un compositore, musicologo e direttore d'orchestra italiano.
«Bisogna far conoscere interamente la vera, la grande anima della nostra terra. La responsabilità maggiore di questa missione dobbiamo sentirla noi musicisti perchè soltanto nella musica e nel canto noi siciliani sappiamo stemperare il nostro vero sentimento. Ricordatelo». F.P. Frontini
Dedicato al mio bisnonno F. P. Frontini, Maestro di vita. Pietro Rizzo
Visualizzazione post con etichetta coro lirico siciliano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta coro lirico siciliano. Mostra tutti i post
La serata si propone di coniugare il rigore della riscoperta e valorizzazione musicologica con un’interpretazione moderna e appassionata, capace di restituire tutta la freschezza e l’immediatezza della vena melodica dell’autore etneo. Protagonisti d’eccezione dell’evento saranno il soprano Leonora Llieva e il tenore Alberto Munafò, accompagnati al pianoforte dal maestro Francesco Allegra.
L’itinerario musicale tracciato per la serata offrirà una panoramica ampia ed esaustiva dell’universo espressivo frontiniano, alternando la produzione colta da camera a momenti di intensa devozione e al recupero della tradizione orale. Tra le pagine instrumental e vocali spiccano la Canzone a Vespro per pianoforte solo, intessuta di raffinato lirismo ed evocativa dei rintocchi serali,
la Lauda di Suora su versi di Mario Rapisardi, vibrante di sacra tensione drammatica,
e il celebre ciclo in sei melodie Medio Evosu testo di Lucio Costanzo, intenso poemetto d’impronta tardo-romantica composto dai quadri La Cavalcata, Sogno d’amore, Addio al castello, La Croce, Mistero e Schianto!.
A completare il quadro delle opere originali si aggiunge la Preghiera (Pagina musicale per Film), preziosa testimonianza dell’interesse del compositore per le prime forme di sonorizzazione cinematografica.
- "Inno a S. Agata" 1886 del giovane ventiseienne Francesco P. Frontini
Coro Lirico Siciliano diretto da Francesco Costa -
- "Questa terra fortunata, consacrata dal tuo Sangue..."
Tra tradizione, innovazione, avanguardia e riscoperta il Coro Lirico Siciliano, insieme alla brillante formazione orchestrale giovanile “Vincenzo Bellini” del Conservatorio etneo, diretta da Giuseppe Romeo, ha fatto rivivere magiche atmosfere musicali di un tempo perduto in cui grandi compositori ed operisti impiegavano il loro genio per intessere le lodi canore della Martire catanese. Il programma ha previsto l’esecuzione di una sontuosa opera «Questa terra fortunata, consacrata dal tuo Sangue» composta nel 1886 da Francesco Paolo Frontini, apprezzato operista ed etnomusicologo, e che sarà riproposta in prima assoluta. La “cantata” di Frontini è, insieme a quella di Pietro Platania(Maestro di Frontini), «Qui pugnavi celeste guerriera» scritta nel 1856, l’unica composizione originale e autentica dedicata alla martire catanese.
Il 1886 rappresenta una tappa molto importante per la storia della devozione agatina: in quell’anno infatti, gli abitanti di Nicolosi invocarono l’intercessione della martire catanese per ottenere la salvezza delle loro abitazioni minacciate da una eruzione vulcanica. Lo stesso cardinale G. B. Dusmet, arcivescovo di Catania, guidò una solenne processione con la reliquia del Velo di S. Agata per invocare l’arresto del fronte lavico, cosa che effettivamente si verificò di lì a poco generando grande impressione tra la popolazione che acclamò al miracolo. Il compositore catanese F. P. Frontini doveva essersi interessato alle manifestazioni musicali inerenti la devozione agatina già prima del 1886, come sembrerebbe evincersi dal dono di una bacchetta di ebano con intarsi d’argento con cui il circolo cittadino S. Agata lo omaggiava nel 1879 (questo cimelio è attualmente custodito al Museo Bellini di Catania). È abbastanza probabile che la composizione di questo “Inno”, che in realtà possiede la struttura formale di una cantata articolata in tre parti (introduzione, preghiera e cabaletta), debba essere ricondotta ai festeggiamenti che seguirono allo scampato pericolo per l’eruzione dell’Etna.
Nel testo della “preghiera” sembrerebbe infatti cogliersi un riferimento al miracoloso intervento della santa martire: «Dal trono di gloria / O invitta guerriera / ascolta fra i cantici / La nostra preghiera: / Ci salva pietosa / Da tutti i flagelli / Fa dono alla Patria / di giorni più belli». Il manoscritto autografo dello spartito fa parte del fondo musicale dell’Archivio Frontini di Pietro Rizzo.
In una gremitissima e palpitante Catania si è omaggiato in musica Don Pino Puglisi con un recital interamente dedicato a opere e compositori siciliani. Dall'ottocento sino al contemporaneo, tra classico e contaminazioni con folk rock. Un ulteriore e strepitoso successo firmato Coro Lirico Siciliano per i festeggiamenti agatini promossi dal Comitato Sant'Agata 2024.
Grazie al sindaco Enrico Trantino e al meraviglioso pubblico per un crescente viaggio nell'in-canto.
"...La musica del Frontini ci dà tutte queste cose; essa ci scuote perchè scritta con la sincerità di un' artista incorrotto, essa ci dimostra un cuore che sente e che ha un ideale di cui è gelosissimo.
La musica del Frontini che non si attiene solamente alla melodia, nè agli arruffamenti di un'armonia scientifica, non è una convenzione sistematica. Egli si mostra scevro di tutti questi convenzionalismi, che rovinano quasi sempre le intensioni oneste degli artisti timidi, e la sua musica è l'eco fedele, l' impronta originalissima di tutti i sentimenti che si avvicendano continuamente nell'animo suo, di quei sentimenti che bastano a sviluppare l' azione.
Egli ne ha fatto una scuola a parte ; egli che sente quest'aura di novella vita, scruta ancora nell'intimo del popolo che deve giudicarlo e scrive sotto l'impulso dell'ispirazione accoppiando ai canti un'adeguata armonia"
La Città di Palermo - Assessorato alle Culture
Il museo etnografico siciliano "Giuseppe Pitrè"
e il Coro Lirico Siciliano
presentano
ECO DELLA SICILIA
Frontini e Pitrè nell'In – Canto siciliano
Artisti del Coro Lirico Siciliano
Susanna La Fiura - soprano
Antonella Arena - mezzosoprano
Fabio Distefano - tenore
Alberto Munafò - tenore
Giulia Russo, pianoforte
Accendiamo una luce al Museo Pitrè
Canti popolari siciliani raccolti e trascritti da Francesco Paolo Frontini
Un omaggio al forte e indiscusso legame sussistente tra Giuseppe Pitrè e Francesco Paolo Frontini, due illustri maestri che hanno dedicato grande attenzione al cuore popolare della Sicilia attraverso un lavoro di ricerca, studio e diffusione dei più pregevoli, armoniosi e mirabili canti della tradizione regionale che rischiano, ingiustamente, di scomparire.
La Sicilia ai siciliani e al mondo.
Un capodanno tutto "siciliano" quello firmato Coro Lirico Siciliano.
CANZUNA DI LI CARRITTERI
CANZONETTA VILLARECCIA - Alberto Munafò Siragusa
MALATU P'AMURI - Antonella Arena
L'AMANTI CUNFISSURI - Fabio Distefano
LA ROSA - Susanna La Fiura
LA FICU - Alberto Munafò Siragusa
CIANCIU, NICI - Fabio Distefano
LA VUCCA - Susanna La Fiura
AMURI, AMURI - Cantilena dei mulattieri - Antonella Arena
LU 'NGUI, LU 'NGUI, LU 'NGUA' - Susanna La Fiura
MI POZZU MARITARI - Antonella Arena
PRI TIA DILIRU E SPASIMU - Alberto Munafò Siragusa
CANZONETTINA - Fabio Distefano
CANTO DEL CARCERATO - Alberto Munafò Siragusa
CELU, COMU MI LASSI! - Antonella Arena
PALUMMEDDA - Susanna La Fiura
MI LASSASTI IN ABBANNUNU - Alberto Munafò Siragusa
MI MANCANU LI TERMINI - Antonella Arena
CANZONETTA POPOLARE NELLA VENDEMMIA - Fabio Distefano
A NICI! - Susanna La Fiura
CANTO DE' CONTADINI ETNEI
CIURI, CIURI
------------------------------------
Coro Lirico Siciliano
grancoro@hotmail.it
www.facebook.com/coroliricosiciliano
Instagram: www.instagram.com/coroliricosiciliano/
Eco della Sicilia - Cinquanta Canti popolari siciliani con interpretazione italiana raccolti e trascritti, Ricordi - Milano - 1883.
(...)Ma ciò che qui interessa e dal carteggio scaturisce chiaramente, è l'influenza determinante che,
negli anni della sua formazione al Conservatorio di Palermo, ebbe sul Frontini l'incontro col Pitrè, l'uomo dotto e generoso che, intrattenendosi a ragionare con lui di canti popolari, gli comunicò succhi vitali pei suoi orientamenti futuri.
Prova di ciò sono le ben sei raccolte di melodie lasciate dal catanese, tutte riguardanti la Sicilia, e il loro alto valore scientifico, senza dire del libretto di Malìa, il capolavoro, musicato su testo di Luigi Capuana, in cui l'ambiente, caratterizzato da canti popolari, stornelli a risposta, danze, trovò, in un compositore spiccatamente congeniale alla poesia di popolo, un interprete di eccezionale merito e sensibilità.