1
Carlo Ardizzoni
uomo di vario sapere
di tenace proposito, di sincera virtù
visse con l'animo fra' migliori antichi,
e di loro fu degno.
2
Lo studio amoroso
della lingua d'ltalia
gli alimentò il culto della patria
la piena scienza
delle umane istorie
gli crebbe la religione
dell'Ideale.
3
Quand'era delitto il pensiero
liberamente pensò,
e da libero operò in tempi difficili,
serbando incorrotto il cuore
incontaminate le mani.
4
Sdegnoso di sette,
amatore rude e divulgatore impetuoso
di verità,
fu prediletto da' generosi
da' prepotenti temuto,
rispettato da tutti.
5
Ignaro delle arti giovevoli alla fortuna
mantenne fino agli anni più gravi
entusiasmo di giovane, ingenuità di fanciullo:
visse da poeta, morì da filosofo:
divina schiettezza dell'animo!
Questo autografo Rapisardiano, attraverso il quale appare la figura di Carlo Ardizzoni, ci riporta ad un numero unico divenuto ormai raro e introvabile, che un «giornale politico bisettimanale» del tempo: «Il Mongibello» (che, era diretto da G. Vitale Palazzo; aveva l'ufficio di amministrazione al numero civico 16, secondo piano, di via Biscari; si stampava per i «tipi di Roberto Giuntini» e si vendeva «centesimi 5 il numero, arretrati centesimi 10») dedicò alla memoria del patriota catanese.
Bibliografia:
Enciclopedia di Catania - Tringale editore
Catania vecchia e nuova, di Francesco Granata - Ed. Giannotta 1973