Francesco Paolo Frontini (Catania, 6 agosto 1860 – Catania, 26 luglio 1939) è stato un compositore, musicologo e direttore d'orchestra italiano.

«Bisogna far conoscere interamente la vera, la grande anima della nostra terra.
La responsabilità maggiore di questa missione dobbiamo sentirla noi musicisti perchè soltanto nella musica e nel canto noi siciliani sappiamo stemperare il nostro vero sentimento. Ricordatelo». F.P. Frontini

Dedicato al mio bisnonno F. P. Frontini, Maestro di vita. Pietro Rizzo

sabato 14 aprile 2012

Giulio Pinchetti il ribelle (Como 1845 — Milano 1870), ci ha lasciato un messaggio poetico sottile, convulso e moderno.

« L'uno era un bardo: Giulio era il nome:
Venticinqu'anni splendean nel guardo:
Folte, di corvo nere le chiome,
Bello e superbo: l'estro gagliardo :
Passò guardando: pianse... poi rise:
Tutto è menzogna! — disse... e s'uccise. »
(Felice Cavallotti, Tre ritratti, 1878)


Esempio di quella tematica funebre cara ai poeti scapigliati. La poesia è dedicata a Luisa Cassani, una ragazza conosciuta a Pavia nel 1865, della quale Pinchetti si innamorò subito, ma che morirà neppure un anno dopo. Al suo ricordo rimarrà sempre profondamente legato.
metro: tre quartine di endecasillabi a rima alternata; il secondo e il quarto verso di ogni strofa sono tronchi.


Morta, di Giulio Pinchetti
Musiche di Francesco Paolo Frontini, 1881

„Raccolto avea da que' soavi incendi. Pugni d'amara cenere....." A. Aleardi.

È morta la fanciulla innamorata
E il sasso sepolcral ci posa sù:
La preghiera de’ morti han recitata
E i vivi adesso non ci pensan più!

Lieve, lieve come un sogno estivo,
Profumata d’amori, ella spirò:
E quel grand’occhio nero e fuggitivo,
Il tolto amico, nel svanir, cercò:

Lo cercò lungamente, e non l’affise:
L’amor cercò, le rispondea l’avel!
Ma quel suo sguardo celestial sorrise
Forse pensò, ne rivedremo in ciel!

***
Suicida a venticinque anni, Giulio Pinchetti (Como 1845 — Milano 1870), ci ha lasciato un messaggio poetico sottile, convulso e moderno. (Versi. Como, Ostinelli, 1868). Ribelle alle istituzioni, allo stato e alla chiesa, Pinchetti si rivolta anche contro i loro oppositori nel sistema e finisce per rifiutare tutta la politica, compresa quella rivoluzionaria di repubblicani e di radicali. E un nihilista. Lacera i veli non solo all'ipocrisia delle convenzioni sociali, presidiate dai conservatori, ma anche all' opportunismo e alla demagogia dei sinistri. Per questi ultimi conia il felice neologismo di «brutocesari», cioè di emuli di Bruto, pronti, una volta al potere, a diventare imitatori di Cesare.
Tu sei come il pagliaccio da veglione 
Metà rosso vestito e metà bianco 
Che alterna i due colori all'occasione 
Mutando il fianco.... 
Tu stai col Sol che nasce e te la batti 
Appena il vedi scolorir di raggio... 
Ape in succhiare il fior, dopo lo imbratti 
Da scarafaggio...
Come altri giovani della sua generazione, inquieti e pessimisti, è condannato a vivere in un 'Italia politicamente e socialmente insopportabile, di cui ci dà il ritratto ne La città del sole. Per sfuggire a quest' angoscia, volge la sua ricerca fuori della storia e della vita stessa. Di questo stato d'animo, di questa crisi è testimonianza la poesia Libertas, una libertà, anzi una liberazione esistenziale che il poeta attinge solo con la morte.

LA CITTÀ DEL SOLE
Tigellino incappucciato 
Alla moda di Trasea, 
Un Kartouche incoronato 
Da Cimone la facea:1 
Ne sbraitava l'Alleluja 
Ogni Lazzaro Gianduja.2

Il blasonico vanume 
Dei Rodrighi allodiali, 
Dispregiami il bastardume 
Degli Iloti prediali, 
D'ogni lode egli aspergea...5 
(E tra i baffi la ridea)

V'era a caso un gesuita, 
Un Pirlone,4 un baciapile, 
D'ogni furbo archimandrita,5 
Scalzagatto,6 di cuor vile? 
Ne usurpava7 il tuono molle, 
Sussurrando in do belomme.

Gli scrivani caponati,8 
Mantenuti di becchime, 
Con magnanimi boati, 
Vigoròsi di lattime,9 
Lui dicevano vestito 
Colla scorza del buon Tito.

Con un stil da sagrestia, 
Untuoso, episcopale, 
Giù slacciato a litania 
Di concetti senza sale, 
Ne tessevano gli elogi 
I Cesàrei10 barbogi.

Non del Fisco il Briareo11 
Sguinzagliava i suoi mastini;
E di pace il caducèo12 
Sventolava sui confini: 
Oh! Che vita buttirosa 
Tutta gigli, tutta rosa!

V'eran frati Lojolani 
Che solfavano gli omei,13 
Colla Bibbia fra le mani 
Sovra Turchi e Farisei... 
Però v'era indipendenza 
Nell'esame di coscienza!

Qualche vecchio giusperito, 
Puntellato sul latino, 
Sosteneva incarognito 
Il defunto jus divino... 
Me il buon sir fece palese, 
Esser questo un crimenlese.14

Un Taltibio dell'Altezza, 
La Repubblica bandisce, 
E di pace e sicurezza 
Il diritto a ognun sancisce: 
Il benigno imperatore, 
Sen dichiara Protettore.15

Si parodiano i sistemi
Di Gian Giacomo Rousseau,
E si insaccan gli entinemi 
D'Onorato Mirabeau:16 
Tiene il Re supremazia, 
Con il birro e colla spia.

Si baracca un Parlamento 
Sullo stampo Giacobino,17 
Ne presiede il mandamento 
Il più ciuco cittadino: — 
Spetta al Re però la scelta, 
Per sbrigarla un po' alla svelta.

Una stampa a fricassea 
Di promesse virtuali, 
Vacuante gonorrea 
Di brodose Decretali,18 
Dava luce in ogni lato 
Al paese illuminato.

Evirati maestruzzi,
Al giocondo suon del nerbo,
Imbeccavan latinuzzi
Al cacume un poco acerbo.19
E la ferula amorosa,
Dava il latte a quei Spinosa!


Guerrieri della pace,
I  Rinaldi del Comune,
Tutelavano la brace
Ai Penati nelle cune...21
S'infiltrava l'atonia
Sin fra i banchi d'osteria..!  1865.

1  Tigellino... la facea: si allude a Vittorio Emanuele II e più genericamente alla classe politica e di governo. Cinico e dissoluto (quasi proverbiale è la scelleratezza di Tigellino, prefetto del pretorio durante il principato di Nerone), assume atteggiamenti di grande dignità esteriore (Trasea era un senatore dell'opposizione antineroniana : si dette stoicamente la morte nel 66 d.C). E un birbante e un libertino (Louis-Dominique Bourguignon, detto Cartouche, fu un celebre avventuriero vissuto nella Francia del primo Settecento) ma affetta la saggezza di un Cimone (celebre stratego e uomo politico ateniese del V sec. a.C).
2  Ogni Lazzaro Gianduja: il popolino ignorante. Sono qui associati due personaggi popolari, del Sud (Napoli) e del Nord (Torino).
3 II blasonico... aspergea: il sovrano ricolma di lodi i vanitosi e blasonati signori dell'aristocrazia, che ostentano il loro disprezzo per i ceti sociali inferiori (i detentori di beni allodiali, cioè posseduti con pieno titolo di proprietà, erano nel Medioevo in una situazione privilegiata rispetto a chi possedeva terre legate al vincolo feudale).

4 Pirlone: probabile accenno al Don Pilone di Girolamo Gigli (1660-1722). Nel protagonista della commedia è ritratto il classico tipo del bacchettone falso e ipocrita.
5 D'ogni furbo archimandrita: furbissimo tra i furbi.
6  Scalzagatto: equivalente ironico di «scalzacane».
7  usurpava: imitava.
8 Gli scrivani caponati: i pennivendoli, gli scrittorucoli dall'animo servile (caponati sta per «capponati», cioè «castrati»).
9 Vigorosi di lattime: forse va riferito a boati del verso precedente. L'espressione, allora, si spiegherebbe così: grida (di esaltazione) paragonabili a quelle emesse da bambini mal cresciuti, affetti da crosta lattea.
10 I Cesarei: gli scrittori e i retori filomonarchici.
11 del Fisco il Briareo: gli organi di polizia. Briareo è il mitico gigante con cento braccia e cinquanta teste.
12  caducèo: insegna. Il caduceo è una verga con due serpenti attorcigliati; principale attributo di Mercurio, era interpretato come simbolo della pace.
13  che solfavano gli omei: che recitavano le loro litanie.
14  un crimenlese: letteralmente, un delitto di lesa maestà»
15 Un Taltibio... Protettore: la repubblica è posta al bando, ma in compenso lo Statuto garantisce ad ognuno pace e sicurezza, mentre Napoleone III imperatore assicura la sua protezione al nuovo regno. Taltibio era l'araldo di Agemennone: qui sta per banditore del re.
16 gli entinemi d'Onorato Mirabeau: le idee (l'entinema è, propriamente, una forma di sillogismo) di Gabriel-Honoré di Mirabeau (1749-1791), scrittore e uomo politico divenuto celebre al tempo della Rivoluzione Francese. Egli combatté gli abusi dell'assolutismo ed elaborò la teoria dei «contrappesi politici nello stato». Durante il periodo rivoluzionario si prodigò nella ricerca di un compromesso tra il monarca e l'Assemblea.
17  Si baracca... Giacobino: si mette in piedi un parlamento' che scimmiotta le assemblee della Francia rivoluzionaria.
18  Una stampa... Decretali: nei giornali grandi e confusi sproloqui su arditi programmi di riforma che poi restano sulla carta ; uno stillicidio estenuante (vacuante gonorrea) di leggi inconcludenti e verbose...
19  al cacume un poco acerbo: a scolari un po' tonti.
20  E la ferula... Spinosa: e a colpi di sferza [ferula) vengono istruiti quei filosofi in erba (Baruch Spinoza fu un famoso pensatore olandese del XVII secolo).
21  Guerrieri... cune: i distaccamenti comunali della guardia Nazionale tutelavano la pace dei focolari domestici.

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Scritto per Wikipedia - Giulio Pinchetti 

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Bibliografia 

  • La poesia scapigliata a cura di Roberto Carnero, ed. Rizzoli, 2007
  • Poeti della Rivolta  a cura di Pier Carlo Masini, 1978