Francesco Paolo Frontini (Catania, 6 agosto 1860 – Catania, 26 luglio 1939) è stato un compositore, musicologo e direttore d'orchestra italiano.

«Bisogna far conoscere interamente la vera, la grande anima della nostra terra.
La responsabilità maggiore di questa missione dobbiamo sentirla noi musicisti perchè soltanto nella musica e nel canto noi siciliani sappiamo stemperare il nostro vero sentimento. Ricordatelo». F.P. Frontini

Dedicato al mio bisnonno F. P. Frontini, Maestro di vita. Pietro Rizzo

domenica 5 febbraio 2012

Giacomo Sacchero, chi era costui? (Catania, 1813 – 1875)

Giacomo Sacchéro (Catania14 gennaio 1813 – Catania16 settembre 1875) è stato un librettistapoeta e botanico italiano.

AI LETTORI
Ho scritto questi miei versi in differenti condizioni della vita, come veniano dall'anima; o per dir meglio, secondo che il cuore o il pensiero ricevean moto o calore dalle memorie dalle contemplazioni e dalle fantasie meste o gioconde— aborrendo sempre dalla tormentosa ipocrisia dei sistemi. G. S.

(collezione Frontini, 1844)
FANTASIE LIRICHE
Delle memorie il languido
Bacio mi resta..............
                               Tommaseo
Un Pellegrino
La più bella tra le rose 
Ne' miei campi un di fioria ; 
Nelle note armoniose 
L'usignuol per lei languia. 
Ben per essa ad un sorriso 
Schiusi il core in gioventù ; 
Or quel fior di paradiso 
Sullo stel non sorge più.

Dentro gli umili imareti,
Tra'palmizii, al Fiume-d'oro, 
Nelle reggie dei profeti, 
Corsi in cerca al mio tesoro. 
Finalmente io ritrovai 
Quell'amor che mio già fu; 
Ma dormia — nè lo svegliai 
Perchè il ciel non volle più.

Pei giardin del Suristano 
Presso a'talami di fiori 
M'aggirai sperando invano 
D'obliar gli antichi amori; 
Ma quell'aura di diletto 
Non avea per me virtù ; 
Tutto assorto in quell'affetto 
Piansi lei che non è più.

Gli anni giovani ho passato 
Sotto i chioschi di cristallo, 
Le odalische ho visitato 
Tra le conche di corallo ; 
Ma scontento questo core 
D'ogni gioia di quaggiù, 
Pensa sempre al primo amore 
Che veder non può mai più.
*****
Marinaresca (Il Gondoliere)

******

Mattinata 

Sorgi, o il più bel degli angeli,
Lascia il guacial di fiori;
Già spiran dolci l'aure,
E l'alba i freschi umori
Stilla dall'aureo crin;
E sorridente e bella
Rallegra il ciel la stella...
Foriera del mattin.

Sorgi: vestito è l'aere
Di limpido zaffiro,
Simile a quel che splendere
Negli occhi tuoi rimiro,
Fanciulla mia fedel ;
E alla sua amica accanto
Scioglie d'amore il canto
L'armonioso augel.

Sotto i romiti salici
D'ombra ospital cortesi,
D'ove d'amor le timide
Tue prime voci intesi,
Vieni mio dolce amor;
E dai soavi incensi
Rapiti ancora i sensi
Ti volerò sul cor.

Ma non tardar-l'indugio 
Or m'è più reo che mai;
Tre lunghe notti io vedovo
Son dei tuoi baci, il sai
Nè ha tanta il cor virtù.
Vieni; abbracciarti io spero
Unico mio pensiero,
Per non lasciarti più !
ROMANZE



Il Masnadiero
Giovinetto, nei giorni felici
Ebbi anch'io fidi amici e fratelli;
Ma i fratelli, ma i reprobi amici
Mi lasciàro al lasciarmi di quelli:
E fratello ed amico leal
Mi rimase l'acuto pugnal.


Ebbi un padre — e la scure cadente
Pose fine a sua vita infamata ;
Una madre — ed è morta demente;
Un'amica—e me l'hanno involata...
Ahi! nel gaudio il superbo rival
Non temè quest'acuto pugnal.

In quell'ira un'orrenda vendetta,
Bestemmiando, giurai nel Signore.
Scorse un lustro — e in quell'anima abietta
Disbramai l' implacato furore :
E fumante del sangue rival


Solo e muto per monti e per grotte
Vo ramingo nel capo dannato;
Pur su'sterpi nell'umida notte
Dormo un sonno tranquillo e pacato,
Perchè sotto al mio rude guancial
Sta riposto l'acuto pugnal!
Volsi al cielo l'acuto pugnal.




*****
Caro Frontini,
Ho gustato e ammirato le vostre squisite romanze; bellissima la « Marinaresca ». Me la son fatta ripetere non so quante volte e ne sono commosso, e me la vado rimormorando nell' anima come un soave ricordo della giovinezza lontana. Lasciate che io vi abbracci e vi baci, mio caro, e mi dolga della fortuna che non v' ha dato ancora quei sorrisi che commuovono il mondo e consacrano la virtù. Mario Rapisardi

Biografia - Scritta per wikipedia

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L'attività del Sacchèro si divide in due periodi, il primo dedicato alla letteratura e alla poesia, il secondo alle scienze con applicazione all'agricoltura.
Avviato alla carriera commerciale, nel 1835 si trova a Trieste, qui si dedicò agli studi letterari, verso i quali si sentiva attratto, stringendo relazione, a Venezia, con uomini eminenti. Scrisse da prima nei giornali; quindi seguendo l'impulso tentò la prova dei componimenti poetici. Negli anni 40 si trova a Milano, centro importantissimo della cultura italiana. "Scrisse non meno di 30 libretti d'opera, che furono tenuti in gran pregio, sia per la spontaneità del verso, sia per la rivelazione degli affetti, sia ancora per la forma, poiché uno fra i tanti meriti di quei suoi componimenti, fu quello di essersi cominciato a staccare dal così detto convenzionalismo, per quanto lo comportassero le ragioni artistiche dei tempi; sicché da taluno fu detto che molti dei libretti di lui, parevano scritti 20 anni dopo. La maggior parte di essi, dettati pel Teatro della Scala, per la Fenice di Venezia, pel Carlo Felice di Genova ebbero l'onore di venir musicati da Donizetti, dal Ricci, dal Pacini e da altri rinomati maestri" (G. Leonardi). Dopo il 48 è costretto all'esilio a Parigi, dove si appassionò degli studii botanici. Quando cadde il regime borbonico fu eletto deputato del nuovo Regno d’Italia, ma rassegnò il mandato di lì a poco. Continuò in politica, facendo parte della giunta comunale di Catania presieduta dal Cav. Antonino Alonzo. Morirà a Catania il 16 settembre 1875, all'età di 62 anni, in Via Garibaldi 154. Per i suoi meriti, i Savoia lo insignirono dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro(9 giugno 1861).                                                
« A GIACOMO SACCHERO anima gentile di poeta e di cittadino,
che gli ozii dolorosi dell'esilio decenne consolò con lo studio dei fiori
e con i fiori della. poesia,
la patria non immemore
pone questo ricordo. »
(Mario Rapisardi - Poemetti-Iscrizioni(1885))

Libretti d'opera 

  • Galeotto Manfredi, o Manfredi re delle due Sicilie, musica di Natale Perelli (Pavia, T. Re, 1839);
  • La Cantante per Gualtiero Sanelli (Milano, T. Re, 1841);
  • Corrado d'Altamura (Milano, Scala, 1841) e Vallombra (ivi, ivi, 1842) entrambi per Federico Ricci
  • Odalisa (Milano, Scala, 1842) 
  • Margherita di York (Venezia, Fenice, 1841)  per Alessandro Nini;
  • Caterina Cornaro p. Gaetano Donizetti (Napoli, S. Carlo, 1844);
  • L'ebrea p. Giov. Pacini (Milano, Scala, 1844) L;
  • I Luna ed i Pedrollo p. Pasquale Bona (ivi, ivi, 1844);
  • I Burgravi p. M. Salvi (ivi, ivi, 1845);
  • I Baccanti p. Uranio Fontana (ivi, Carcano, 1847)
  • Il profeta velato, dr., 4 parti, musica di Ruggero Manna (Trieste, Tr. Grande, autunno 1846)
  • Ariele, melo-dr., 3 atti, mus. Alberto Leoni (Milano, Tr. Filodrammatici, estate 1855)
  • Clarissa Harlowe p. Nat. Perelli (Vienna, Tr. Di Corte, 1858).

Poesie 

  • Fantasie liriche e Romanze, ed. Tipografia del Real Ospizio - Catania, 1844

Romanze 

(parziale)
  • Mattinata - melodia in sol - ed. F. Lucca
  • Marinaresca - ed. G. Perrone 

Bibliografia 

  • Giacomo Sacchero, un librettista Catanese alla Scala di Milano - di Giovanni Pasqualino - ed. Bastogi 2009
  • G. Leonardi, Elogio Accademico di Giacomo Sacchèro, nella seduta straordinaria dell'Accademia Gioenia il 16 luglio 1882, in "Atti dell'Accademia Gioenia di Scienze Naturali in Catania", Serie Terza - Tomo XVI, Tipografia di C. Galatola nel R. Ospizio di Beneficenza, Catania, 1882.
  • C. Schmidl, Dizionario Universale dei Musicisti, 2 voll. (Milano, 1887-89; 2a edizione, ivi, 1926-29; suppl, ivi, 1938; 3a edizione in 3 voli., Milano, 1938, vi. 2., pag. 445).