Francesco Paolo Frontini (Catania, 6 agosto 1860 – Catania, 26 luglio 1939) è stato un compositore, musicologo e direttore d'orchestra italiano.

«Bisogna far conoscere interamente la vera, la grande anima della nostra terra.
La responsabilità maggiore di questa missione dobbiamo sentirla noi musicisti perchè soltanto nella musica e nel canto noi siciliani sappiamo stemperare il nostro vero sentimento. Ricordatelo». F.P. Frontini

Dedicato al mio bisnonno F. P. Frontini, Maestro di vita. Pietro Rizzo

venerdì 10 febbraio 2017

Francesco Paolo Frontini - Corriere Musicale dei Piccoli


Corriere Musicale dei Piccoli - rubrica d'oro 1926



Pochissimi, fra i lettori del < Corriere Musicale dei Piccoli », potranno dire di non conoscere il nome del celebre compositore Catanese F. P. Frontini il quale, nonostante la sua proverbiale modestia — accompagnatasi ad una innata, ormai invincibile timidezza — ha imposto magnificamente il suo nome in Italia e all'estero. Cosi le diverse centinaia di composizioni per pianoforte e melodie per canto e pianoforte sono penetrale a poco a poco in tulli i salotti dove si fa della musica, dopo avere riscosso il plauso più fervido da parte della critica ufficiale ila-liana e straniera. Riviste e giornali di prim'ordine tedeschi, inglesi, svizzeri, greci, francesi, spagnoli, americani, si occupano incessantemente, da molti anni, detta produzione musicale del Maestro Frontini che è di una fecondità straordinaria.

Non è possibile pensare di poter segnare qui i suoi pezzi, quando se ne contano circa duecento nel solo catalogo della Casa Editrice Musicale A. & C. Carisch & C. di Milano, ed altre case ancora (p. es. Forlivesi, Ricordi, Sonzogno) hanno stampata sue composizioni, molte delle quali diventate già popolarissime, e fra queste citiamo appena, a caso, : Sérénade Arabe ; Menuet in la mag. ; Capricieuse; Souvenir de Chopìn ; Vox animae; Sogno di marinaro; Petit montagnard; Canzone di strada; Retour au village; Tzigane; Danza spagnola; Danza sacra orientale; Schizzi della trincèa: (Letterina alla mamma, Preghiera del soldato, La notte).

Il maestro Frontini ha un'impronta personale, una struttura così caratteristica che non i possibile confonderla con nessun'altra del genere. E forse la spiegazione principale sta in questo : egli ha saputo attingere alle fonti pure e incontaminate dell'anima popolare siciliana; anima appassionala e ricca di tendenze musicali della quale il suo spirito di artista delicato e sincero ha intuito le profondità e la bellezza. Giovanissimo, sentì già il bisogno di far conoscere al mondo i più caratteristici canti del popolo siciliano, riunendone, sotto il titolo ; Eco di Sicilia, una cinquantina dei più rappresentativi, che il Ricordi lanciò a suo tempo, con strepitoso successo, in una magnifica edizione, più volte ripetuta.
Ha scritto anche per il teatro diverse opere (Nella, Sansone, Aleramo, Malia, Il Falconiere, Fatalità) delle quali Malìa, su libretto del grande scomparso Luigi Capuana, fu trionfalmente rappresentata a Bologna, Catania, Milano, Trapani, Siracusa, Torino, ed altre città. Pare che a Catania si ridarà presto, per opera di un comitato locale.

Ma la vita febbrile della grande Milano, dove il giovane Maestro si era domicilialo, non riuscì a vincere il possente fascino che Catania, la sua amata città natia, ha sempre esercitato su la sua anima nostalgica. Così che ad un certo punto, il giovane maestro, assetato di sole e di azzurro, abbandonò definitivamente Milano per vivere nella sua settecentesca Catania, nella patria di Bellini, dal quale il Frontini ha, senza dubbio, ereditato non poca dell'inesauribile vena melodica.

Egli vive solitario, pago dell'affetto del figli e della incancellabile gratitudine che i suoi innumerevoli discepoli vecchi e giovani, vicini e lontani, non possono fare a meno di manifestargli, in ogni occasione. Tutto il suo mondo è la sua stanza dalle pareti letteralmente ricoperte di quadri, dove si notano opere di sommi e ingenui tentativi di dilettanti: tutti omaggi di ammiratori, tutte prove di gratitudine verso l'artista che ha saputo dare con le sue divine note, momenti di felicità a tanti cuori umani. Su due guéridons secenteschi, che stanno in un angolo dello studio, in penombra, si nota subito un numero infinito di bibelots e di oggettini vari dalle forme più strane e più bizzarre : tutta roba proveniente dai più remoti punti della terra, tutti ricordi di suoi amati discepoli, molti dei quali vivono in lontanissime terre di Asia, America, Africa ed Oceania. Molti dolori e più di un lutto hanno martorialo l'animo dell' illustre uomo ; ma l'Arte è stata la sua forza e la sua salvezza . 
Le sue pupille azzurre, vivaci e penetranti, nulla hanno perduto della loro fiamma interiore che le rende ricche di forza e di fascino, la sua figura elegante e caratteristica (un tempo a Catania, mi é stato detto, fu di moda il cappello alla Frontini) nulla ha perduto della sveltezza giovanile e del vigore di una volta; e pochi, forse, dei suoi cari concittadini pensano che l'illustre maestro abbia superato la sessantina.
La sua vita modesta ed austera è ancora l'espressione del suo temperamento che rifugge da tutte le artifiziose esteriorità; è tutt'uno con la semplicità melodica e armonica, senza astruserie e banalità, che impronta la sua musica.

Siamo lieti di poter pubblicare un pezzo che Egli ha scritto appositamente per i nostri piccoli lettori, i quali impareranno ad amare e ad apprezzare sempre più questo delicato e grande artista che onora la sua patria.
Alessio Karassik.