Francesco Paolo Frontini (Catania, 6 agosto 1860 – Catania, 26 luglio 1939) è stato un compositore, musicologo e direttore d'orchestra italiano.

«Bisogna far conoscere interamente la vera, la grande anima della nostra terra.
La responsabilità maggiore di questa missione dobbiamo sentirla noi musicisti perchè soltanto nella musica e nel canto noi siciliani sappiamo stemperare il nostro vero sentimento. Ricordatelo». F.P. Frontini

Dedicato al mio bisnonno F. P. Frontini, Maestro di vita. Pietro Rizzo

lunedì 12 marzo 2012

Vieni Nerina! di Lorenzo Stecchetti, versi in musica. 1877


Melodia di Francesco Paolo Frontini, versi di Lorenzo Stecchetti, ed. Benenati 1877 Catania


Vieni, Nerina! Siediti
 Lieta sui miei ginocchi
 E ti scintilli cupida
 La voluttà negli occhi;

 Vieni , ed il collo cingimi
 Con le soavi braccia,
 Io nel tuo sen che palpita
 Nasconderò la faccia.

 Squarci la terra i fumidi
 Visceri suoi profondi,
 Crollino i cieli e riedano
 Infranti al nulla i mondi,

 A me non cal ! Se il roseo
 Labbro sul labbro mio
 Serri, Nerina, impavido
 Sfido la morte e Dio.





  • Fior di siepe, versi di Olindo Guerrini, musica di Francesco Paolo Frontini, ed. Lucca, 1878





  • Vieni Nerina!, versi di Olindo Guerrini, musica di Francesco Paolo Frontini, ed. Benenati, 1877





  • S'io fossi, versi di Olindo Guerrini, musica di Francesco Paolo Frontini, ed. Lucca, 1883





  • *****


    Scena illustrata, L. Stecchetti . 1.2.1899
    Postscriptum -

    Zerlina mia, la neve 
    Turbina in alto e cade 
    Fitta, noiosa, greve, 
    Sui tetti e sulle strade.

    Invan la notte pesa 
    Sulla città che tace; 
    La coltre bianca è stesa, 
    Ma nulla dorme in pace.

    Rugge di fuori il vento 
    E l' urlo furibondo 
    Si spegne in un lamento 
    Di bimbo moribondo,

    E uscir dall' ombre senti, 
    Dall' ombre paurose, 
    Il pianto dei viventi 
    E il pianto delle cose.


    Ma dall' orror, dai lutti, 
    Dolce un pensier m' invola 
    E fra il dolor di tutti 
    Sono felice io sola!


    Ah, degli umani affanni, 
    Zerlina, a me che importa? 
    Io sento Don Giovanni 
    Che batte alla mia porta!



    Scena illustrata, L. Stecchetti . 15.2.1899  
    Post Prandium -

    Le laudi del convito 
    Canta l'adulatore 
    Ed urla il parassito 
    Gli evviva al suo signore.


    Le donne han lo scaltrito
    Sguardo che finge amore 
    E sovra il sen fiorito 
    Il vezzo tentatore,


    Ma intanto la cervice
    Piega il signor, trafitto 
    Nell'anima infelice


    E l'occhio torvo e fitto 
    Sovra la mensa, dice 
    Che il cor cela un delitto.